Vietato dire “Non ce la faccio”!

Non ce la faccio” o “Non ce la farò mai”. Frasi frequenti negli ambienti sportivi. Affermazioni che dicono spesso gli atleti di fronte a una sfida, a una gara o a una richiesta piuttosto impegnativa in allenamento. 

Non ce la faccio” è una frase comoda all’uso, un’escamotage originato dalla nostra mente per evitare una situazione che si sta rivelando impegnativa e fisicamente o mentalmente faticosa. Pensate all’arrampicata, disciplina boulder… quelle mani che scivolano, quelle prese che si fanno così piccole, numerosi tentativi e ci si ritrova sempre a terra. Nell’arrampicata ci si confronta spesso con continue cadute e insuccessi. Per alcuni dire “non ce la faccioè una strategie per evitare la frustrazione, non intaccare l’autostima e sottrarsi dalle fatiche del continuare a provare.

Non ce la farò maiè invece espressione di un atteggiamento mentale piuttosto negativo verso il futuro , focalizzato più sull’insuccesso che sulla possibilità di riuscita. Mentalmente questa frase crea un blocco, attiva scenari di fallimento e ricordi di passati insuccessi, demotivando l’atleta a perseguire i propri scopi.

Che fare quindi con queste due espressioni?

  1. Rafforzare autostima ed autoconsapevolezza. E’ un lavoro lungo, che richiede motivazione e determinazione ma che può iniziare da un semplice esercizio: appuntatevi quanto frequentemente dite queste frasi , in quali situazioni si presentano e soprattutto riflettete sul perché lo dite. Paura di non riuscire a fare una cosa che vi propone il vostro allenatore? Paura di fare brutta figura agli occhi degli altri? Paura di fare troppa fatica? Timore di incorrere in un ulteriore insuccesso?
  2. Thought Stopping, ovvero la tecnica di bloccare i pensieri. Dopo aver preso consapevolezza di quanto, perché e dove ricorrono maggiormente le frasi “non ce la faccio” e/o “non ce la farò mai”, iniziate a vietarvene l’uso. Ovvero, ogni volta che pronunciate o state per pronunciarle, pensate o dite ad alta voce “stop!”, “non è vero”. Lo scopo è quello di iniziare ad eliminare queste frasi dal vostro vocabolario.
  3. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Per valutare il vostro approccio positivo o negativo all’esperienza, tenete un diario in cui ogni giorno vi appuntate un evento accaduto nella giornata, i pensieri associati ad esso, le emozioni provate e le reazioni/comportamenti legati all’avvenimento. A fine settimana valutate se ci sono stati più pensieri negativi, demotivanti e dubitanti oppure una prevalenza di pensieri positivi, motivanti, rassicuranti e fiduciosi verso le proprie capacità di riuscita.
  4. Self talk positivo. Allenatevi a trasformare i vostri dialoghi interni impostati in modo negativo, ovvero ciò che vi dite e pensate, in dialoghi interni formulati in positivo, centrati sul se e sulle proprie qualità. Ad esempio “non ce la farò, è troppo difficile” si può trasformare in “Dai, provaci!” o “Tieni duro!”

In conclusione, “Non ce la faccio” e “Non ce la farò mai” hanno il potere di inibire le vostre capacità di riuscita, bloccarvi nella realizzazione dei vostri obiettivi. Sono espressioni che possono nascondere livelli di autostima e di autoefficacia un po’ bassi ma con un adeguato lavoro di consapevolezza e di mental training è possibile eliminare questi blocchi mentali che spesso portano a… gettare la spugna!

Mentesport

Draw Credit: Federico Viverit (Instagram:@viveritdraws)

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