VIGORESSIA: QUANDO FARE FITNESS NON E’ PIU’ UN PIACERE

La vigoressia o Complesso di Adone si sta facendo sempre più strada tra gli amanti del fitness

Lo sport e il fitness sono per la maggior parte dei praticanti un piacere, attività che distolgono dalle noie quotidiane, che fanno stare bene con se stessi e con gli altri e che aiutano a mantenersi in forma e in salute. Fino a qui non ci sarebbe niente di strano, se non che nel 1993 Harrison Pope Jr individua una vera e propria patologia che colpisce i frequentatori di palestre e centri fitness: la VIGORESSIA

DI COSA SI TRATTA?

La vigoressia non è altro che una preoccupazione ossessiva per l’aspetto fisico associata al desiderio di raggiungere la perfezione (da qui il nome “Complesso di Adone”) Questa condizione patologica porta chi ne soffre a voler superare i limiti dello sforzo, della stanchezza e della noia pur di raggiungere un aspetto fisico ideale, che però si sposta sempre oltre e diventa irraggiungibile.

QUALI SONO I SINTOMI?

La vigoressia (dall’inglese big anche BIGORESSIA) viene definita anche “anoressia inversa” perché il vigoressico si sente troppo magro ed esile nonostante il suo sia un fisico atletico e allenato, quindi chiede al suo corpo di svolgere allenamenti sempre più pesanti, intensi e lunghi. Associato a questo c’è un disturbo alimentare che lo priva del tutto dei grassi, quasi del tutto dai carboidrati e predilige fonti proteiche. La continua ricerca della massa muscolare, porta inevitabilmente a sentire la necessità di integrare la già anomala alimentazione con integratori alimentari e nella maggior parte dei casi anche con integratori ormonali come gli steroidi anabolizzanti.

VIGORESSIA E VITA SOCIALE

È facile intuire che questa “nuova patologia” sia riconducibile agli ideali di perfezione che i media impongono, a partire dalle pubblicità. Negli ultimi anni poi, i social, hanno fatto il loro dando la possibilità a “trainer”, “nutrizionisti”, “preparatori” usciti da non si sa quale formazione di pubblicare foto o video di fisici ideali o di allenamenti massacranti promuovendoli come obiettivi da raggiungere.

Chi soffre di questo disturbo è molto attento a scegliersi le amicizie, preferisce affidarsi ai social piuttosto che ai contatti reali perché una visione differente dalla propria è vista come dannosa per il raggiungimento dell’obiettivo. Inoltre a livello sociale fa una vita molto solitaria e monotona e di questo ne risente anche il lavoro perché considerato un ostacolo alla possibilità di allenarsi. Insomma nella vita di un ortoressico c’è solo tempo e spazio per l’allenamento e la “cura” del fisico.

LA MIA ESPERIENZA DI TRAINER

Le persone affette da vigoressia sono più di quelle che si pensi, e nella mia esperienza anche donne.

Sono molto difficili da individuare perché apparentemente sembrano molto attente alla salute e informate su allenamento e nutrizione. Arriva però un momento, nella programmazione degli allenamenti in cui esce fuori questo desidero di spingere ancora di più, sempre di più. A questo punto il nostro diventa un lavoro fondamentale perché dobbiamo aiutare il cliente a capire cosa accade al suo corpo se si comporta in quel modo e poi consigliargli il percorso giusto per quello che riguarda l’allenamento fisico che mentale. Se riusciamo in questo, saremo stati degli ottimi personal trainer.

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