“Per vincere… devi dimenticarti di vincere!”

Piuttosto frequentemente sentiamo questa frase, ma cosa significa? E’ una contraddizione in termini, un paradosso all’ apparenza, ma mai frase è più vera per ogni atleta, grande o piccolo che sia, olimpionico o “agonista del tempo libero”. Pensiamo agli atleti olimpici, ovviamente varcano il cancello di ogni Olimpiade con l’obiettivo di vincere, sarebbe impensabile altrimenti, ma per avvicinarsi a tale obiettivo l’approccio mentale deve essere esattamente l’opposto, ovvero dimenticare la medaglia per concentrarsi sulla performance.

La ricetta è qui: più penso a vincere, più la vittoria si allontana; diversamente, più mi concentro sulla prestazione, ovvero l’azione in mio controllo, più la possibilità di vincere si avvicina.

Come mai accade ciò?

Vincere è un obiettivo di risultato che non dipende solo da me, ma è fortemente legato agli avversari e da ciò che loro fanno…e gli avversari sfuggono al mio controllo! Diversamente, la mia prestazione, dipende solo ed esclusivamente da me, è connessa alle mie capacità ed è quindi sotto la mia regia. Paradossalmente ogni volta che penso alla vittoria, in modo automatico, la mia mente elabora anche il pensiero opposto, ovvero “E se non vinco? Se perdo?”, attivando così vissuti di ansia e paura.

Nel film Borg-McEnroe (2017) tale differenza si evidenzia nella figura di Borg durante una discussione con il proprio allenatore. Bjorn era un giovane talentuoso con l’ardente desiderio di vincere. Ogni torneo giovanile si trasformava in un’aspra lotta contro gli avversari per affermarsi come il migliore. L’effetto di tale approccio mentale al tennis lo aveva portato a sviluppare molto stress pre partita e un’incapacità di gestire la frustrazione sul campo. Nel film infatti si assiste a momenti in cui il giovane tennista addirittura si rinchiude in bagno per vomitare. L’allenatore capì che così non sarebbe durato a lungo ed elargì lui un saggio consiglio: “un punto alla volta”, ovvero focalizzati sul qui ed ora, sulla tua prestazione, sul punto che stai per giocare e solo quando sarà concluso, preparati al successivo. Punto per punto si costruisce una vittoria… dimenticati di vincere, per poter vincere! Che poi Borg sia riuscito a far suo tale consiglio, lasciamo al vostro giudizio!

Ecco quindi l’approccio mentale forse più difficile da costruire ma assolutamente ripagante in termini di prestazione e benessere sportivo: focalizzatevi solo su ciò che potete controllare, la vostra prestazione. Definite sempre obiettivi di prestazione (es. migliorare il proprio tempo nei 400 metri) e se proprio lo desiderate, affiancateli con un obiettivo di risultato (es. arrivare primo nei 400 metri). I primi non devono mai mancare poiché indicano la strada per arrivare alla meta.

Mentesport

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