Vincere piuttosto se stessi che il mondo. Lo Zen, la corsa e il brutto tempo.

“Tutto ciò che sono, lo sono grazie alla mia mente”

Paavo Nurmi, nove ori olimpici nel fondo e nel mezzofondo.

Con queste parole si apre il 3 capitolo della nostra rassegna sugli sport allo Zen. Oggi tratterò della corsa, e per farlo chiedo aiuto alle parole e al libro di Larry Shapiro, pluripremiato maratoneta e professore di filosofia (guarda un pò!).
Il libro in questione, “Lo Zen e l’arte della corsa” è estremamente interessante e istruttivo, ma affronta moltissimi temi legati al mondo della corsa, da quella amatoriale della domenica di Natale alle gare olimpiche; per evidenti ragioni di spazio non si può pensare di trattare tutti questi aspetti. Tenterò di far vedere, anche grazie all’aiuto del professor Shapiro, come e fino a che punto la mente controlli il nostro corpo mentre corriamo e anche prima di andare a correre, analizzerò quelli che sono definiti i ‘classici’ ostacoli che si presentano a chi corre e farò vedere che sostanzialmente questi ostacoli non esistono.
Lo Zen, inteso come disciplina pratica, offre ancora una volta spunti e concetti per rivoluzionare una pratica di vita quotidiana molto diffusa, come la corsa. Insegna ad addestrare la mente ad amplificare il benessere percepito mentre corriamo. C’è un mondo lì fuori, un mondo meraviglioso e lo Zen insegna a correre con esso e non attraverso di esso.  “Lo Zen è una disciplina gioiosa, che vuole ridurre le angosce, le preoccupazioni e le paure che spesso inducono le persone ad affrontare la vita con apprensione”. Non potendo parlare di tutti gli aspetti della corsa, mi dedicherò a smascherare i falsi preconcetti sulla corsa e offrirò una buona base per tutti coloro che “vogliono andare a correre ma hanno sempre troppe cose da fare”.
L’articolo, così come il libro, si rivolge a chi non si sente sufficientemente motivato; a chi non riesce a destreggiarsi fra gli impegni, a chi cerca una maggiore soddisfazione dalla corsa.

Per andare a correre, nemmeno a dirlo, bisogna uscire di casa. Abbiamo già trovato il primo ostacolo: varcare la soglia.
Quante volte è successo qualcosa che ha minacciato la vostra tabella di allenamento? Dovete finire una relazione, avete avuto una giornata pesante, piove, un tornado sta devastando la campagna vicino casa vostra. Sono tutte situazioni plausibili, forse non l’ultima, ma comunque serve per far capire che a volte esistono della circostanze che sono (vi piaccia o meno) fuori dal vostro controllo. Non potete proprio farci nulla.
Situazioni apocalittiche a parte, esistono due generi di ostacoli che possono impedire all’aitante corridore di oltrepassare l’uscio: quelli citati prima sono definiti ostacoli esterni.

Quelli definiti invece interni sono quelli che provengono da noi stessi. Sono scogli che costruiamo da soli.
Al primo posto nella serie delle scuse più gettonate per evitare di abbandonare le amate quattro mura domestiche c’è la classica scusa legata al tempo: “vorrei andare eh! ma cavolo piove.”
Il brutto tempo è il grande mostro cattivo della corsa. Se c’è lui noi siamo con le mani legate, anzi, è meglio stare a casa perchè mica possiamo rischiare di ammalarci.
La domanda che dobbiamo porci è questa: “è veramente per colpa del tempo che non vado?” Certo, se cadono palle di fuoco dal cielo forse è il caso di non rischiare, ma per il resto, è un pò di brutto tempo che ci ferma?
La seconda altra grande scusa è legata allo stress. L’esame è complicato, il lavoro è un casino, a casa c’è una situazione difficile. Ergo: “non ho la testa per andare a correre, ho troppo da fare”. Altro errore. Dopo vedremo perchè. Un’altra gran bella scusa è che non si ha tempo.
Tutte queste scuse contengono un errore di fondo.
Prendiamo il fatto del tempo: piove, è buio, fa freddo. E quindi? Se queste cose ci impediscono di correre è perchè siamo vittime di un condizionamento, siamo legati all’idea che non ci piaccia il freddo o la pioggia. Siamo noi che ci siamo vincolati all’idea di detestare pioggia e freddo, ma, attenzione, la pioggia è solo pioggia e il freddo non è altro che freddo. La scelta di odiarli è nostra. Abbandonare questi attaccamenti non è facile, ma lo Zen ci permette di eliminarli.
Se piove, è abbastanza probabile che mi bagnerò. E perchè dovrebbe essere un fattore negativo? Se mi bagnerò, mi bagnerò.
Ancora, il cielo è grigio pesante e mi deprime, non ho voglia di uscire così. Ma perchè trovo il cielo grigio deprimente? Di per se, è solo grigio. Sono IO che scelgo di deprimermi per quel colore.
Ritorna il concetto fondamentale: “le cose sono come sono”. Cambiare in questo modo il punto di vista sulla realtà non è una cosa che si può fare in una ventina di minuti, ma dopottutto, una brocca si riempie goccia a goccia. Questo è il primo passo.
Le angosce sono più difficili da debellare. Ma, dice Buddha: “la pace viene da dentro. Non cercarla fuori.”
Per quanto uno non ci possa credere, maggiori sono le pressioni sul lavoro o a scuola, maggiore è il nostro bisogno di correre. “Corriamo perchè ci chiarisce le idee, allenta la tensione, crea una deliziosa euforia”. E’ paradossale, più abbiamo bisogno di correre meno andiamo perchè crediamo che non sia il caso. Altro errore.
Correre è un’attività legata al benessere, è come il sonno. Possiamo vivere senza dormire? Allo stesso modo privarsi della corsa è altrettanto dannoso che privarsi del sonno. Chi non corre prenderà queste parole per i vaneggiamenti di un pazzo, ma è proprio così. Una volta superati i primi ostacoli, la corsa è un’attività della quale non se ne può fare a meno, sia fisicamente che mentalmente. Il tutto sta nel sapere quanti e quali sacrifici siamo disposti a fare per andare a correre.

In conclusione, devo chiedere scusa a chi conosce il libro del professor  Shapiro. Non è stato possibile rendergli giustizia completamente. Ho preferito concentrarmi sugli ostacoli più “in voga” che anche chi non corre o semplicemente vorrebbe iniziare ad andare può conoscere. In definitiva, ancora una volta, capiamo che è la mente il boss. Se controlliamo la nostra mente allora abbiamo vinto, viviamo veramente con consapevolezza e serenità. La corsa è solo un altro modo per avvicinarci al mondo dello Zen. Ne vedremo altri nelle prossime settimane.

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