Vita privata vs vita sul campo

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Shane Lowry (pga.com)

Nuovi obbiettivi per Shane Lowry, non più quelli che fino ad ora aveva preso in considerazione, ovvero quelli a breve termine; ora sono gli obbiettivi a lungo termine che interessano il giocatore, quelli veri, e soprattutto quelli realizzabili.

Essere felice, come prima cosa, anche fuori dal campo, fare in modo che ciò che accade sul campo rimanga lì e non si ripercuota sulla vita di tutti i giorni, condizionando il suo stato d’animo. Questa convinzione, o meglio questa presa di posizione, nasce in seguito alla presa di coscienza di portare con sé, anche dopo la gara, i sentimenti negativi legati all’ansia ed al nervosismo, dopo aver visto sua madre non avvicinarsi a lui perché, vedendolo agitato per una gara, aveva paura della reazione.

E’ questo l’attimo in cui Lowry ha capito che qualcosa non andava, che c’era qualcosa di sbagliato nel suo comportamento, e che così non si poteva continuare: “Voglio fare molto bene a golf, ma alla fine della giornata voglio anche essere felice”.

Essere in grado di distinguere e separare ciò che avviene sul campo dalla vita di tutti i giorni è fondamentale, non solo aiuta a stare meglio, ma anche a fare meglio sul campo, perché non si portano dietro per giorni ansie e nervosismi che peggiorano solo la situazione. Per questo è importante sottoporsi a un allenamento mentale quotidiano, imparando a gestire l’ansia sia durante la gara che post competizione.

Come dice lo stesso Lowry il golf, come tutti gli sport, “E’ tutta la vita”, non può che coinvolgere tutte le sfere affettive: amici, famiglia e ragazza, ma è fondamentale, per essere felici, imparare a separare le due sfere. Così facendo si migliora non solo la vita privata, ma anche il proprio rendimento sul campo.

Capire che è sbagliato portare nella vita quotidiana le ansie e le delusioni dello sport è il primo passo per migliorare, supportati da un psicologo sportivo e dal proprio allenatore, imparando a gestire non solo il momento della competizione, ma anche ciò che viene dopo, perché le cose sono strettamente legate ed è necessario stare bene in entrambi i momenti.

                                                                                  Gaia Golfieri per Ment&Sport

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