Voglio fallire per essere il migliore!

Quante volte ho fallito, e quante volte mi sono arrabbiato per questo.

Non solo; ci sono rimasto male, ho abbandonato quello che stavo facendo e altre volte sono rimasto ferito dagli innumerevoli tentativi i quali non hanno portato alla riuscita del compito.

Pensandoci bene, questa riflessione sul fallimento si applica a tutti i campi possibili e immaginabili. Quando si è piccoli si impara ad allacciarsi le scarpe,poi a leggere l’ora, e così via, i compiti a casa, lo sport, gli esami, lo studio in se’, opportunità lavorative e perchè no, relazioni con altre persone, e così via.

Perchè nell’arco della nostra vita falliamo così tanto? Se ci pensiamo sono più i fallimenti delle riuscite. Quindi? Perchè tutta questa crudeltà?

Perchè abbiamo solo sbagliato ad interpretare il fallimento. Come spesso succede ci conformiamo con gli altri e viviamo nell’abitudine. Questo fa si che molte cose sulle quali non riflettiamo, ma prendiamo così come vengono, siano distorte o semplicemente sbagliate.

Chi è il primo che ha pensato che il fallimento sia un errore?

Ricorderò sempre il mio professore di chimica al liceo il quale mi rifilava una sfilza di 4 e che vedendomi triste mi diceva:” Questo voto rappresenta la tua capacità in questa prova, non la tua persona”.

E purtroppo ricordo anche altri i quali dicevano che non avrei combinato nulla nella vita perchè non prendevo bei voti. Sapete com’è andata a finire? Ho imparato a fallire e a fare tesoro dei mie fallimenti, e supportato da professori che avevano capito cosa realmente è il fallimento sono arrivato a non avere più problemi con le loro materie e con me stesso.

Ora ho imparato. Il fallimento è necessario. Certo, quando fallisco non sono felice, ma questo è normale. Non siamo sempre in grado di accettare dei rifiuti, e la cosa è spesso frustrante. Ma siamo in grado di fare bagaglio di questi insuccessi quando siamo a mente fredda, così da migliorare.

Michael Jordan diceva: “Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”.

La cosa a leggerla ora sembra logica, ed è così, solo che è difficile da accettare.

Lo “sbaglio” e sinonimo di prova. Se io dicessi ho provato venti volte, e ancora non ci sono riuscito. Oppure ho fallito venti volte e ancora non ci sono riuscito. Sto dicendo la stessa cosa.

Solo che nel primo caso lascio una minima possibilità di pensiero che si basa sull’ idea che io possa ritentare ancora, mentre nel secondo è più demoralizzante perchè non voglio fallire ancora. Ma la realtà è che il fallimento è un tentativo, è solo una questione di idea mentale delle due parole. In fondo il tentativo può andare bene e andare male. Abbiamo il cinquanta percento di possibilità teoricamente.

Un’altra frase che coglie il centro del discorso è quella di Thomas Edison, che riferendosi alla lampadina disse: “Non ho mai fallito. Ho semplicemente trovato 10.000 modi che non funzioneranno”.  E ancora Soichiro Honda: ”Il successo è per il 99% fallimento”.

E per ultimo anche se non proprio reale, il maestro Yoda. Nella famosissima saga di Star Wars, il maestro dice una frase: ”Fare o non fare non c’è provare” nel momento in cui noi facciamo possiamo riuscire o fallire. Ma il vero fallimento, con l’accezione che siamo abituati a dare alla parola è il provare. Quando partiamo già con l’idea che non saremo capaci, li falliremo.

Quindi è questo che voglio dire, nello sport e nella vita di tuti i giorni noi falliremo, e falliremo, e dovremo esserne contenti! Perchè solo fallendo possiamo riuscire e se falliamo vuol dire che ci siamo messi in gioco ma soprattutto che possiamo fare tesoro ed imparare dai nostri errori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *