Why always him? Potenzialità disperse e tazze piene: è possibile recuperare SuperMario?

AAA Balotelli cercasi. Che fine ha fatto SuperMario? Come direbbe un odierno Shakespeare: This is the question.
Sì perchè ormai di Balotelli ne sentiamo parlare solo per questioni che esulano dal contesto calcistico, e se per caso viene fuori il suo nome parlando di calcio, di certo non è per muovergli un complimento, a parte le poche volte in cui segna, come è successo due giorni fa in Coppa di Lega.

La domanda è realmente pressante: che fine hai fatto Mario? Questo ragazzo dalle dote tecniche e fisiche mostruose aveva esordito in Coppa Italia contro la Juve a soli 17 anni, aveva dalla sua parte il tempo e i mezzi per diventare un campione completo, ma qualcosa è andato storto. Già, ma cosa? Un articolo di Fabio Licari sulla Gazzetta dello Sport mette in evidenza che nemmeno in Nazionale è più un punto fermo, e anche nella sua nuova veste inglese il feeling stenta a decollare; è evidente che l’uomo prima che il calciatore ha un disperato bisogno di fare chiarezza su se stesso.
Non è più un giovane-che-ha-tanto-da-imparare, è cresciuto e dovrebbe essere ormai maturo. Ma così non è. Basta guardare una sua recente partita per averne la certezza; è nervoso, distaccato, svogliato, gioca una partita nella partita: ogni domenica va in scena Mario Vs Resto del mondo. E puntualmente perde.
Che sia compito suo ritrovare la serenità è assolutamente ovvio, ma non scontato, perchè da solo non sembra in grado di riuscirci. Mario ha il classico atteggiamento di chi è stato cresciuto a pane, calcio e complimenti, è stato gonfiato prima a parole che in palestra o sui campi da gioco. Si sentiva arrivato già a 17 anni, perchè gli è stato detto che era già perfetto e pronto. Per questo motivo la colpa non può essere tutta sua, noi siamo ciò che scegliamo di diventare, è vero; ma innegabilmente le persone che ci stanno intorno mentre ci prepariamo a diventare uomini (e donne) contribuiscono in modo decisivo.
Infatti quando ha dovuto compiere il passo da ragazzo a uomo, non ci è riuscito. Non ha probabilmente ancora pensato di muovere il piede. Non appena le circostanze gli hanno imposto di alzare un po’ l’asticella dell’impegno e dell’intensità non ha voluto sentire ragioni, sapeva già che non aveva nulla da imparare, nulla in cui migliorare, e di conseguenza..
Guardate in un secondo il film completo di tutte le sue partite, è incredibilmente evidente come in sette anni di calcio a grandissimi livelli  non ha mai veramente cambiato il suo modo di giocare. Questo non può essere un caso.

Ma allora come si fa a recuperare una preziosa gemma, sepolta da chili di muscoli ed ego ingigantito? Alcuni vorrebbero scolpire nella pietra che non si può, che ormai è tardi. Altri un po’ in fondo ci sperano, ma per farlo l’impresa è ardua perchè per come stanno le cose adesso, sarebbe come voler versare del the in una tazza già colma: non ce ne sta dentro più, occorre prima svuotarla.
Allora forse un modo serio per recuperare Balotelli è svuotarlo, ripristinarlo, come si fa con i Pc troppo lenti: bisogna insegnargli di nuovo a giocare a calcio.

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