Zanardi, un campione senza limiti

Non è la prima volta che mi trovo a dover scrivere di argomenti riguardanti il campione Alex Zanardi. La cosa che mi colpisce sempre è la sua tenacia nell’affrontare la vita.

In queste vacanze ho avuto il piacere di vedere alcune interviste fatte da Sky Sport a Zanardi. In queste interviste Alex parla di come sia necessario un approccio positivo alla vita. Il campione racconta delle sue gare, definite da lui stesso “avventure”, le quali non riguardano solo la pista, ma la totalità della sua vita. In queste suo racconto dice che si, è bellissimo vivere un’avventura, ma cosa ancora più bella è progettarla perché quando finisce la gara se non hai progettato altro, se non hai un’altra idea “è un po’ come smettere di vivere”.

Ed è davvero così, progettare è l’essenza della vita, se non progettiamo difficilmente faremo, o sicuramente non faremmo tutto quello che avremmo potuto fare. Non importa se il progetto alla fine non va in porto, solamente l’aver progettato ed essersi appassionati ed entusiasmati nel farlo ne vale la pena. Andando avanti nell’intervista Zanardi si definisce “un uomo di fantasia”; questo perché, dice sempre lui: “Io vedo traguardi dove altri faticano a vedere percorsi”. La caratteristica di un campione o di chi riesce a realizzarsi nella vita sta proprio nella capacità di vedere le cose diversamente dagli altri. Quello che distingue un campione dagli altri è la perseveranza verso uno scopo, è il credere raggiungibile quella determinata meta. È così che Alex riesce ad essere un campione, con una visione fuori dagli schemi, come quando dice: “Non sono andato a Londra in bici perchè volevo vincere, ma ci sono arrivato perché volevo salire in bicicletta” ecco che torniamo sempre al solito discorso. Un campione è tale quando davanti al suo lavoro mette la passione e in questo Zanardi è impressionante: dopo il suo grave incidente molti avrebbero gettato la spugna, lui invece no! Lui va avanti e fa parlare di sè, tutto ciò cercando di sincronizzare il cervello sui desideri del cuore, puntando a ciò che vogliamo e che amiamo fregandocene di ciò che sembra impossibile a parere di altri.

Gli ultimi due aspetti che voglio toccare li riunisco in uno solo, perché credo vadano di pari passo. In un primo momento dice: “dobbiamo sempre sapere dove vogliamo andare” e successivamente sottolinea il fatto che non importa chi siamo o da dove veniamo. Spieghiamoci meglio, Alex dice, giustamente, che dobbiamo sempre avere in mente una meta. Come dicevamo prima è importante progettare, e quindi è importante sapere qual è la nostra strada, o almeno quale sia il percorso che vogliamo affrontare temporaneamente, tenendo a mente che non importa se sei Zanardi di Castel Maggiore, o Tizio in provincia di chissà quale paesino sperduto, l’importante è che sei tu, e tu con la tua volontà e la tua costanza puoi arrivare dove il più conosciuto dei campioni ha fallito.

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